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Rete intelligente, consumatore attivo

 

Da qui al 2015 nel mondo si investiranno circa 138 miliardi di euro per migliorare le reti elettriche e renderle più “intelligenti”.

Lo prevede il rapporto di Pike research sulle cosiddette smart grid. Un’infrastruttura che coordini al meglio la domanda e l’offerta è il presupposto per lo sviluppo delle energie pulite distribuite e la riduzione degli sprechi.

Le nuove reti, infatti, non sono più “passive” (dalla centrale all’utente), ma bi-direzionali e policentriche. Faciliteranno la produzione diffusa di energia (redistribuendo i flussi) e delle fonti rinnovabili.

Inoltre, la “rete delle reti” saprà accumulare l’energia non utilizzata, erogandola solo al bisogno sulla base della domanda.

È questa la chiave per superare un limite delle rinnovabili prodotte con vento, sole o flussi d’acqua: ossia il loro non essere programmabili. Infine, anche i piccoli produttori “verdi” potranno re-immettere nella rete l’energia che avranno prodotto in esubero, che provenga da un mini impianto eolico, solare o hydro.

 

 

 

 

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